Prologo.
Qual era lo scopo di FiveM?
Per chi non lo sapesse, FiveM nasce nel lontano 2015 come un’alternativa libera al multiplayer ufficiale di Grand Theft Auto V, offerto da Rockstar Games. L’obiettivo era ambizioso: dare ai creator la possibilità di reinventare l’esperienza di gioco, creando mondi e modalità inedite senza le limitazioni imposte da GTA: Online. Chiunque potesse hostare un server aveva la libertà di modellarlo a propria immagine e somiglianza, offrendo agli utenti un’esperienza alternativa e su misura.
Questa libertà ha dato vita a una community di sviluppatori appassionati che hanno creato mappe, veicoli, vestiti e script capaci di trasformare completamente l'esperienza di gioco. Un nuovo modo di vivere il gioco, che si distaccava dalle storie di Michael, Franklin e Trevor per dare spazio a esperienze multiplayer inedite e originali.
Non ci soffermeremo qui sulle vicissitudini dello sviluppo di FiveM, che tra alti e bassi ha attraversato momenti al limite della logica e dell’etica personale. Per chi volesse approfondire, consigliamo questa lettura: fivem.team, una cronaca dettagliata scritta con le testimonianze di chi ha vissuto lo sviluppo della piattaforma in prima persona.
Dalle infinite possibilità offerte da FiveM, sono nate diverse modalità di gioco, alcune delle quali hanno rapidamente conquistato popolarità. Dal deathmatch a quella che doveva essere la modalità Roleplay (sì, usiamo il condizionale, perché se siete qui a leggere questo articolo, sapete bene che fine abbia fatto)
Ed è proprio su quest’ultima che vogliamo soffermarci, raccontandovi perché, oggi, siamo così delusi dalla realtà di FiveM Italia.
Capitolo 1.
Come abbiamo conosciuto questo mondo?
L’esperienza di chi ha vissuto i server Roleplay di FiveM tra il 2015 e il 2021 è iniziata, più o meno, sempre allo stesso modo. Magari abbiamo visto qualche video online, in cui un giocatore viveva la sua avventura all’interno di un server, oppure un amico – già dentro a questo mondo – ci ha mostrato una clip che ci ha incuriositi. In un modo o nell’altro, siamo stati convinti a provare e abbiamo fatto il nostro primo ingresso in un server roleplay.
Sì, il primo. Perché sappiamo tutti che, nel corso del nostro percorso su FiveM, abbiamo cambiato server almeno una volta (se non decine).
All’inizio era tutto nuovo e, inevitabilmente, ci siamo trovati ad affrontare le classiche insicurezze dell'improvvisazione: "Sto facendo la cosa giusta?", "E se rovino l’esperienza di gioco a qualcun altro?". Ma, scena dopo scena, abbiamo iniziato a padroneggiare il nostro personaggio, superando quelle paure iniziali.
E così, tra battute improvvisate e situazioni degne di una commedia teatrale, ci siamo costruiti il nostro percorso. Un viaggio fatto di emozioni, traguardi, e – perché no – anche qualche delusione. Ma sempre con la stessa passione, fieri di ogni ora spesa in gioco. Perché, oltre alle esperienze, ci siamo portati dietro anche qualcosa di più: un bagaglio di conoscenze, qualche amico in più (magari ancora presente nella nostra vita) e un numero di ore su Steam che forse è meglio non rivelare.
Ma poi… cos’è andato storto?
Capitolo 2.
2021 - L'inizio della fine?
Fino al 2020, il panorama dei server roleplay su FiveM in Italia era piuttosto ristretto. I server capaci di avvicinarsi al limite dei 64 slot (fino a poco prima era gia un traguardo arrivare a questo numero di slot giocatore) – o addirittura superarlo – si contavano sulle dita di una mano. Ma poi… è arrivato il 2020, con tutto ciò che aveva in serbo per noi.
La pandemia globale ci ha costretti in casa per mesi, e in quel contesto molti hanno trovato in FiveM una seconda vita. Se nella realtà anche un semplice viaggio al supermercato poteva sembrare un lusso, nei server di Roleplay bastava connettersi per sentirsi di nuovo liberi: liberi di guidare attraverso una città intera, di incontrare sconosciuti, di vivere esperienze che nella vita reale sarebbero rimaste solo fantasie.
Quella sensazione di libertà ha portato a un’esplosione senza precedenti nel numero di giocatori, trasformando FiveM in un fenomeno globale. Ma quando la domanda cresce in modo incontrollato e gli slot disponibili nei server iniziano a scarseggiare… cosa succede?
Semplice. Qualcuno ci vede un'opportunità di lucro
Ed è così che si è aperto il sipario su un nuovo teatro, con tanti nuovi “burattinai” in cerca di “burattini”. Il boom di giocatori ha permesso a server con dubbie intenzioni di raggiungere numeri impensabili, mentre alcuni amministratori, spinti dall’avidità, hanno iniziato ad approfittarsi della situazione
Si è arrivati al punto in cui il denaro è diventato la chiave per tutto: case, veicoli, vestiti, tatuaggi, vantaggi di ogni genere. Non si parlava più solo di "donazioni per supportare il server", ma di vere e proprie transazioni, con cifre folli pagate per ottenere privilegi esclusivi
Dai pacchetti fazione agli unban a pagamento, fino alla possibilità di acquistare poteri in gioco, FiveM ha iniziato a perdere la sua essenza. Quel gioco basato sul piacere dell'improvvisazione e la condivisione si è trasformato in un'arena dove chiunque poteva essere migliore degli altri… a patto di avere abbastanza soldi per farlo.
E così, il sogno ha iniziato a sgretolarsi.
Capitolo 3.
Ah già...gli streamer!
Con un panorama in rapida evoluzione e server che iniziavano a sembrare tutti uguali, c’era bisogno di qualcosa che rendesse l’offerta più esclusiva. Ma cosa poteva davvero fare la differenza?
La risposta arrivò in fretta… ed era il segnale definitivo del declino.
Molti server iniziarono a ingaggiare streamer per attirare più giocatori. Quella che un tempo era una community matura e collaborativa si riempì improvvisamente di fanboy pronti a difendere a spada tratta le ideologie – spesso scritte a tavolino – del loro creatore di contenuti preferito. La competizione nel Roleplay di FiveM si trasformò sempre più in una sfida a diventare i migliori, alimentando un sistema tossico e lontano dall’essenza originale del gioco.
Gli streamer divennero il fulcro dell’attenzione per molti server owner. Il ragionamento era semplice:
- Uno streamer attira giocatori.
- I giocatori sono disposti a spendere.
- Più giocatori pagano, più il server guadagna.
- Quindi lo streamer deve essere accontentato a qualunque costo.
Ed è così che alcuni di loro hanno iniziato ad avere sempre più potere all’interno dei server: personaggi indistruttibili, favoritismi nelle whitelist, accesso a risorse esclusive. Tutto questo per garantire il loro show, indipendentemente da quanto fosse giusto nei confronti degli altri giocatori.
Eppure, in pochi in quel momento si sono fermati a chiedersi:
- "Ma tutti gli altri giocatori, che ne pensano di questi favoritismi?"
- "Scrivere scene a tavolino e farle passare per spontaneità… è davvero Roleplay?"
La risposta era sotto gli occhi di tutti.
Quella che una volta era una community unita, basata sulla collaborazione e sulla creatività, si era ormai trasformata in un circo. Un luogo in cui i principi fondamentali del Roleplay venivano sacrificati senza rimorsi in favore di ciò che attirava di più: il guadagno economico
Pensate sia gia sufficiente a designare il declino del progetto FiveM?, siamo ancora agli inizi… perchè alcuni streamer, rientrano anche nel concetto del prossimo capitolo…
Capitolo 4.
Ho un'idea differente, apro il mio server!
La facilità con cui si poteva avviare un server su FiveM ha dato voce a molti utenti. Troppi.
Purtroppo, però, la maggior parte di loro non aveva alcun interesse nel proporre un progetto solido, completo e funzionale. No, l’obiettivo era un altro: cavalcare l’onda del guadagno facile di cui in molti stavano approfittando.
E così, uno dopo l’altro, hanno iniziato a nascere server su server, basati sul nulla cosmico.
Intere Game Mod scaricate da internet, copiate dai server più famosi, piene di bug e limitazioni, venivano messe online senza alcuna cura o personalizzazione. Il risultato? L’ennesimo server mediocre, privo di identità e di una vera direzione.
Ma non erano solo i neofiti di FiveM a cascarci. Anche alcuni streamer, ormai stanchi del giocattolo offerto dall’ultimo server owner di turno, hanno deciso che era arrivato il momento di monetizzare ancora di più.
Come? Riducendo al minimo gli investimenti e massimizzando i guadagni.
Il concetto era semplice:
- Si prendeva una Game Mod già pronta
- Si metteva online con il minor sforzo possibile
- Si affidava lo “sviluppo” al primo tizio che capitava sotto mano, senza preoccuparsi della qualità
- Si iniziava a monetizzare con donazioni mascherate, vendendo privilegi, veicoli, case e vantaggi di ogni tipo.
Poco importava se il server era pieno di problemi o se l’esperienza di gioco fosse appena decente. Finché i giocatori spendevano e lo streamer di turno poteva fare il suo show, il resto non contava.
E così, FiveM si è riempito di server senza anima, usa e getta, nati non per passione, ma solo per fare cassa.
Capitolo 5.
Hey aspetta! La mia idea è veramente differente!
Lo ammettiamo: non tutti i server nascevano con l’unico obiettivo di fare soldi. Ogni tanto, tra la marea di progetti mediocri e privi di anima, spuntavano delle piccole perle, server con Game Mod ben rifinite, idee fresche e staff composti da giocatori stanchi di vedere il loro gioco preferito sprofondare nella deriva commerciale. Persone che volevano davvero dare un colpo di coda a questo panorama ormai saturo di avidità e superficialità
Alcuni di questi progetti portavano idee che, almeno sulla carta, promettevano di rivoluzionare il Roleplay su FiveM. Ma poi si scontravano con la realtà. Erano troppo ambiziosi? Lo staff non aveva abbastanza esperienza? Il team di sviluppo non riusciva a tradurre quelle idee in un server stabile?
In molti casi, il problema non era solo la fattibilità tecnica. Il vero ostacolo era l’ambiente stesso in cui questi progetti cercavano di sopravvivere. Il panorama di FiveM si era ormai trasformato in un cimitero di server usa e getta. La durata media di un progetto era di uno, massimo due mesi, poi chiudeva inevitabilmente. Il ciclo si ripeteva all’infinito: nuovi staff pieni di speranze, un server che partiva con buone intenzioni, ma che veniva rapidamente inghiottito dalle stesse dinamiche tossiche che stavano distruggendo il mondo del Roleplay
Molti di questi server cercavano visibilità affidandosi agli streamer, che avrebbero dovuto ricoprire il ruolo di "padre fondatore" del progetto, attirando giocatori e consolidando la community. Ma spesso questi stessi streamer diventavano la condanna definitiva del server. Alla prima richiesta negata da parte dello staff, lo streamer iniziava a spalare merda sul progetto, portandosi dietro la sua schiera di fanboy pronti a demolire il server e a renderlo invivibile. Il risultato era sempre lo stesso: la reputazione del progetto veniva distrutta in pochi giorni e il server, che magari aveva anche del potenziale, finiva per chiudere
E poi c’erano quei pochi progetti che, per scelta etica, rifiutavano il sistema delle donazioni. A differenza di altri server che vendevano qualsiasi cosa, alcuni team provavano davvero a costruire qualcosa di diverso, senza speculare sugli utenti. Ma la realtà è che mantenere un server ha dei costi e chi rifiutava di monetizzare si trovava inevitabilmente a dover sostenere tutto di tasca propria. Dopo settimane o mesi di spese e fatica, anche i più appassionati si rendevano conto che il sacrificio non valeva più la pena. E il server chiudeva.
Troppo ambizione, troppi problemi tecnici, troppe dinamiche tossiche, troppa instabilità economica. Il motivo preciso poteva cambiare, ma la fine era sempre la stessa. E quando persino i progetti più genuini e ben pensati facevano questa fine, diventava impossibile non porsi una domanda.
- E se il vero problema non fossero stati i server?
- Se il vero problema fossero… gli utenti?
Capitolo 6.
È troppo tardi?
Fino ad ora, abbiamo parlato di come il mondo di FiveM sia stato piegato agli interessi economici e al volere degli streamer, ma tutto questo ha avuto conseguenze ben più gravi di quanto si possa immaginare. Ha cambiato, in modo quasi irreversibile, la percezione stessa del Roleplay su FiveM.
Negli ultimi anni, alcuni streamer hanno ottenuto una visibilità tale da arrivare ai vertici delle classifiche sui più popolari siti di streaming, portando contenuti esclusivamente basati su FiveM. Il problema? Questa enorme esposizione ha snaturato completamente l’idea originale del Roleplay, trasformandolo in un prodotto di intrattenimento dove tutto è preconfezionato, tutto è spettacolo, tutto è show. Non importa più il senso del gioco, l’immersione o la coerenza: conta solo l’engagement, il pubblico, la viralità.
Dall’altra parte, troppi server owner – spesso privi di empatia e con una fame di guadagni senza scrupoli – hanno contribuito a questa degenerazione, abituando l’utenza a un concetto distorto di gioco di ruolo. La qualità, la profondità delle interazioni, l’idea stessa di un’esperienza basata sulla narrazione e sulla collaborazione sono state sacrificate in favore di un modello fatto di pay-to-win, favoritismi e dinamiche tossiche
E chi aveva vissuto FiveM nei suoi anni d’oro, chi credeva ancora nei principi su cui tutto era nato? Ha mollato.
I giocatori con una vera morale, quelli che ricordavano un Roleplay basato su sani principi, si sono spostati su altri giochi. Hanno rinunciato a fare scuola alle nuove generazioni, lasciando il panorama di FiveM nelle mani di un’utenza sempre più viziata e inconsapevole di cosa significhi davvero giocare di ruolo.
E quindi? Cosa abbiamo ottenuto?
Oggi, FiveM è popolato da un pubblico di giocatori che non ha minimamente idea di cosa sia il Roleplay. O, per dirlo senza inglesismi, di cosa sia davvero il Gioco di Ruolo.
Molti non distinguono ciò che appartiene al gioco da ciò che riguarda la vita reale. Le discussioni in-game degenerano nelle chat Discord, trasformandosi in polemiche sterili e prive di senso. Il gangster che dovrebbe essere un personaggio interpretato nel gioco diventa un atteggiamento costante, anche quando sarebbe il momento di rilassarsi e scherzare con gli altri giocatori. L’interpretazione e la voglia di divertirsi sono sparite, sostituite da un continuo bisogno di affermare sé stessi.
Quasi tutti i giocatori rimasti su FiveM cercano il modo più veloce per completare il gioco. Come se il Roleplay fosse un gioco da finire. Scavano alla ricerca delle dinamiche più vantaggiose, sfruttano bug e scorciatoie, bruciano in pochi giorni quello che i game developer hanno impiegato settimane a bilanciare. L’interazione con gli altri? L’interpretazione? Il costruire qualcosa di unico insieme agli altri giocatori? Un concetto ormai quasi inesistente.
E poi ci sono i giocatori abituati al Pay to Win, che ormai vedono il supporto economico a un server come un diritto automatico a privilegi esclusivi. Non esiste più il concetto di meritarsi un traguardo attraverso il gioco e l’interazione. Se hai pagato, sei migliore degli altri.
Per non parlare di loro, quelli che si definiscono sviluppatori. Figure che, con grande sicurezza, si presentano come i creatori di mirabolanti nuovi server, vantandosi di aver realizzato script innovativi e mai visti prima. Peccato che, nella maggior parte dei casi, il loro grande lavoro si riduca a ben poco.
Quando va bene, gli script che decantano come creazioni originali sono stati semplicemente acquistati da uno dei tanti creator disponibili e modificati quel tanto che basta – magari cambiando due colori nell’interfaccia – per farli sembrare qualcosa di nuovo. Nei casi peggiori, invece, il loro "lavoro" non è altro che un copia-incolla.
Molti di questi finti sviluppatori scaricano codice gratuitamente da GitHub o da altre piattaforme, prendendo il lavoro di veri developer che avevano deciso di mettere a disposizione il loro tempo e le loro competenze per la community. E il minimo che dovrebbero fare, cioè citare il vero autore, nemmeno lo considerano. Perché riconoscere il merito di qualcun altro, quando si può semplicemente prendersene il credito e spacciarsi per geni del codice?
Ma il vero problema è un altro.
Alcuni giocatori hanno sviluppato una vera e propria dipendenza da FiveM, saltando da un "nuovo" server all’altro alla minima difficoltà. Non importa se il problema sia giusto o sbagliato: se le cose non vanno come vogliono loro, mollano tutto e cambiano server. E il guaio è che, nel farlo, trascinano con sé tutti i problemi citati finora
Sono delle mine vaganti, capaci di distruggere ogni progetto a cui prendono parte. Non si preoccupano delle ore e ore di lavoro gratuite che lo staff e i developer hanno investito per creare qualcosa di stabile e coinvolgente. Appena qualcosa non è di loro gradimento, il loro unico obiettivo diventa far crollare tutto. Iniziano a destabilizzare la community, a seminare malcontento, a trascinare con sé altri giocatori in un’escalation tossica che porta, inevitabilmente, alla fine del progetto. E una volta ottenuto quello che vogliono? Si spostano su un nuovo server, pronti a ripetere tutto da capo.
Questa è la realtà di FiveM oggi. Un mondo che avrebbe potuto essere un punto di riferimento per il Gioco di Ruolo, ma che invece si è trasformato in un’arena tossica, inquinata da dinamiche sbagliate, da modelli di business senza scrupoli e da giocatori che hanno dimenticato, o forse mai saputo, cosa voglia dire davvero interpretare un personaggio in una storia condivisa.
Conclusione Finale.
Cosa è rimasto?
Siamo nel 2025, e quello che resta del Roleplay su FiveM non è altro che una pallida illusione.
In un mondo pieno di maschere – dalle scarse doti artistiche e ancor meno integrità – sopravvivono solo quei progetti che hanno saputo adattarsi a un business model studiato per ingannare i neofiti. Server che si reggono in piedi non grazie alla qualità o all’originalità, ma grazie a donazioni mascherate da privilegi, offerte ingannevoli e partnership con aziende che hanno trovato il modo di monetizzare un’industria ormai in putrefazione.
Ma di vero Roleplay, ormai, non resta nulla. Ci sono solo giocatori mediocri e finti attori, con il copione già scritto e l’unico obiettivo di mantenere in vita una piattaforma malata, incurabile.
Gli ultimi eroi, quelli che un tempo portavano alta la bandiera del Gioco di Ruolo, se ne sono andati da tempo. E chi ancora prova a tornare, chi osa costruire un progetto etico, ben strutturato e fatto con passione, si ritrova a combattere una battaglia persa in partenza. La community attuale è pronta a demolire ogni cosa, a rendere vano qualsiasi sforzo, qualsiasi investimento, qualsiasi notte insonne spesa a creare qualcosa di valore.
Possiamo dirlo senza paura di smentita: FiveM Italia è caduta, è sprofondata in un pozzo così profondo che, anche volendo affacciarsi, non si vede altro che buio.
E forse, cadendo, è già morta. Solo che qualcuno, continua a cercare di dimostrare il contrario.
